Metodo e trasparenza
Come calcoliamo, regola per regola
Le stesse regole che applica un professionista, scritte in italiano semplice e con il riferimento di legge accanto. Dove la legge lascia una scelta, usiamo la lettura prudente e ti mostriamo l'alternativa con la differenza in euro.
- Aggiornato il 22 settembre 2026
- Anno d'imposta 2025 · Modello Redditi PF 2026 e 730/2026
- Strumento di calcolo, non consulenza fiscale
I principi
Quattro scelte di fondo che valgono per tutto il report.
- Regime dichiarativo. Il tuo broker estero non applica le imposte italiane: sei tu a dichiarare plusvalenze (quadro RT), dividendi e interessi (quadro RM) e il conto stesso (quadro RW). Il report prepara i numeri per questi tre quadri e per gli equivalenti del 730.
- Prudenza dove la legge non è chiara. Le impostazioni predefinite seguono la lettura più cauta o quella documentata dall'Agenzia delle Entrate. Ogni alternativa è indicata con la sua base legale, la differenza in euro e la scritta «posizione da valutare con un professionista».
- Tutto al lordo, tutto in euro. Dividendi e interessi esteri si tassano sull'importo lordo; ogni importo in valuta viene convertito al cambio ufficiale BCE del giorno.
- Tracciabilità. Dietro ogni casella c'è l'elenco delle operazioni, il lotto abbinato, il cambio usato e la regola applicata. Tu, o il tuo commercialista, potete verificare tutto riga per riga.
Metodo LIFO
Quando vendi, si considerano venduti per primi i titoli comprati più di recente.
art. 67 c. 1-bis TUIR In regime dichiarativo il costo delle vendite si calcola con il metodo LIFO (last in, first out): «si considerano cedute per prime le partecipazioni, i titoli … acquisiti in data più recente». Il broker invece ragiona in FIFO (i primi comprati sono i primi venduti): per questo i suoi guadagni e perdite non si possono copiare così come sono, e ricostruiamo ogni lotto da capo.
Un esempio
| Data | Operazione | Prezzo |
|---|---|---|
| 10 gennaio | Compri 10 azioni | 100 € |
| 5 marzo | Compri altre 10 azioni | 120 € |
| 20 giugno | Vendi 10 azioni | 130 € |
Con il LIFO vendi le azioni di marzo: plusvalenza 10 × (130 − 120) = 100 €. Con il FIFO del broker sarebbero quelle di gennaio: 300 €. Le 10 azioni di gennaio restano in portafoglio con il loro costo, pronte per la prossima vendita, anche l'anno dopo. Per questo servono i file di tutti gli anni.
I lotti sono identificati dal codice dello strumento (e dall'ISIN), mai dal solo simbolo: se un titolo cambia nome, la storia resta unita. Il calcolo è per conto.
- Predefinito · LIFO per strumento e conto
- Ogni quotazione (per esempio la stessa azione in dollari a New York e in euro a Francoforte) ha la sua coda di lotti, come fanno gli intermediari.
- Opzione · LIFO per ISIN
- Le quotazioni dello stesso ISIN condividono un'unica coda di lotti: la norma parla del titolo, non della sede di quotazione.Art. 67 c. 1-bis TUIR; nessuna presa di posizione ufficiale sui conti multipli per i titoli.Posizione da valutare con un professionista.
Cambi BCE del giorno
Ogni importo in valuta è convertito in euro al cambio del giorno in cui è stato pagato o incassato.
art. 9 c. 2 TUIR Gli importi in valuta estera «sono valutati secondo il cambio del giorno in cui sono stati percepiti o sostenuti o del giorno antecedente più prossimo». Usiamo il tasso di riferimento della BCE del giorno dell'operazione: il costo al cambio del giorno d'acquisto, il ricavo al cambio del giorno di vendita. Così il guadagno in euro include anche l'effetto del cambio sul titolo, come vuole la norma.
- Se per quel giorno la BCE non ha pubblicato un tasso (festivi, fine settimana), usiamo l'ultimo tasso precedente.
- Per le valute non quotate dalla BCE usiamo i cambi della Banca d'Italia e lo segnaliamo nel report.
- Non usiamo mai i cambi interni del broker come base fiscale: compaiono solo come controllo.
- Il quadro RW usa invece i cambi medi mensili del provvedimento dell'Agenzia (vedi sezione 11).
Nel report trovi l'elenco di ogni cambio usato, con data e valuta, e il riferimento al file della BCE.
- Predefinito · Data dell'operazione
- Il cambio del giorno in cui hai comprato o venduto (trade date). È la pratica più diffusa e quella dei report professionali.
- Opzione · Data di regolamento
- Il cambio del giorno in cui il denaro si muove davvero (settlement, di solito uno o due giorni dopo). Lettura più letterale dell'art. 9; cambia anche l'anno di competenza delle vendite di fine dicembre.Art. 9 c. 2 TUIR; Circ. 165/E/1998 par. 5.2.1.Posizione da valutare con un professionista.
Commissioni e oneri
Commissioni e imposte di borsa aumentano il costo e riducono il ricavo. Gli interessi passivi no.
art. 68 c. 6 TUIR Circ. 165/E/1998 par. 2.3.2 Il costo dei titoli è «aumentato di ogni onere inerente alla loro produzione … ad eccezione degli interessi passivi». In pratica:
- Sì, nel costo o a riduzione del ricavo: commissioni di negoziazione, imposte di borsa (per esempio lo stamp duty di Hong Kong o del Regno Unito), commissioni di cambio legate a un'operazione.
- Mai: interessi passivi sul margine, canoni per i dati di mercato, spese di inattività, bonifici, IVA sui servizi.
- Redditi di capitale (quadro RM): sono sempre al lordo, nessun costo si deduce.
Le commissioni sul prestito titoli delle vendite allo scoperto (borrow fee) non sono interessi: la circolare include nel costo «gli oneri finanziari diversi dagli interessi». Le attribuiamo ai lotti short che le hanno generate.
- Predefinito · Borrow fee nel costo
- Le commissioni di prestito titoli aumentano il costo della copertura dello short, giorno per giorno, come oneri inerenti.
- Opzione · Borrow fee esclusa
- Le commissioni restano fuori dal calcolo, come farebbe chi le assimila agli interessi passivi. Paghi un po' di più, senza discussioni.Art. 68 c. 6 TUIR; Circ. 165/E/1998 par. 2.3.2 (nessuna prassi specifica sul prestito titoli).Posizione da valutare con un professionista.
Vendite allo scoperto
Il risultato di una vendita allo scoperto nasce quando la chiudi ricomprando.
art. 67 c. 1 lett. c-bis TUIR art. 68 c. 6 TUIR Non c'è una norma dedicata: la prassi degli intermediari, che seguiamo, tratta lo short come un'operazione che si «realizza» al momento della ricopertura. Il ricavo è la vendita allo scoperto (al cambio del suo giorno), il costo è l'acquisto di chiusura (al cambio del suo giorno) più gli oneri.
- Tra i lotti short vale lo stesso LIFO dei lotti long.
- Le posizioni short ancora aperte al 31 dicembre non producono reddito: nel quadro RW riducono il valore del conto.
- I dividendi che paghi quando sei short sopra la data di stacco (payment in lieu) sono un costo legato all'operazione: li trattiamo come onere inerente (vedi sezione 8 per quelli incassati).
Opzioni e derivati
Il premio di un'opzione si tassa quando l'opzione si chiude, scade o viene esercitata.
art. 67 c. 1 lett. c-quater TUIR art. 68 c. 8 TUIR Opzioni e altri contratti derivati producono redditi diversi pari alla somma algebrica di differenziali, premi e oneri per contratto. Vanno nello stesso «paniere» del quadro RT delle azioni: le perdite si compensano.
- Il premio incassato o pagato si tassa quando l'opzione viene chiusa, scade o è esercitata, non quando passa il denaro.
- Se l'esercizio o l'assegnazione consegna le azioni, il premio si somma al prezzo di vendita o si sottrae dal costo delle azioni (art. 68 c. 7 lett. e TUIR).
- Ogni flusso è convertito al cambio del proprio giorno.
Futures, opzioni su futures e CFD: in beta
ETF armonizzati
Guadagni in RM al 26% sul costo medio, perdite in RT: non si compensano tra loro.
art. 44 c. 1 lett. g TUIR Circ. 33/E/2011 par. 3 Gli ETF armonizzati (fondi UCITS europei, di solito irlandesi o lussemburghesi) hanno un trattamento a due facce:
- Guadagno alla vendita → reddito di capitale, quadro RM (tipo B) al 26%, calcolato sul costo medio ponderato delle quote possedute, commissioni escluse. Non può essere ridotto da nessuna perdita.
- Perdita alla vendita → reddito diverso, quadro RT (art. 67 c. 1 lett. c-ter TUIR), utile per compensare altre plusvalenze. Anche le commissioni sugli ETF vanno qui come costo.
- Le distribuzioni (cedole) sono redditi di capitale al lordo, come i dividendi.
Quota white list. DL 66/2014 art. 3 DM 13/12/2011 Se l'ETF investe in titoli di Stato italiani o di Paesi «white list», la parte di guadagno riferibile a quei titoli si tassa al 12,5%: tecnicamente si dichiara il 48,08% dell'importo e si applica il 26%. Usiamo la percentuale pubblicata dall'emittente (media degli ultimi due rendiconti semestrali) e la mostriamo per ogni fondo. Vale anche per le perdite.
Attenzione ai «falsi ETF». ETC ed ETN (oro fisico, materie prime, note) sono titoli di debito: guadagni e perdite vanno entrambi nel quadro RT. I fondi non armonizzati (per esempio molti ETF domiciliati negli Stati Uniti) danno redditi ordinari a tassazione IRPEF (quadro RL): li segnaliamo ma non compiliamo quel quadro.
Dividendi esteri
Il 26% si calcola sul dividendo lordo, prima della ritenuta estera. Ti diciamo quando puoi chiedere un rimborso.
art. 18 TUIR Istruzioni RM31 I dividendi di società estere incassati senza un intermediario italiano vanno nel quadro RM (rigo RM31, tipo H) con l'imposta sostitutiva del 26% calcolata sull'importo al lordo «di eventuali ritenute subite nello Stato estero». Una riga per ogni Paese di origine, con il suo codice Stato. Non è possibile scegliere la tassazione ordinaria né usare il credito d'imposta nel modello.
Il «netto frontiera» (26% sul dividendo già decurtato della ritenuta) esiste solo quando incassa un intermediario italiano (art. 27 c. 4-bis DPR 600/1973). Con un broker estero non si applica: lo diciamo chiaramente perché è l'errore più comune.
Cosa puoi recuperare
- Ritenuta estera oltre la convenzione. Molti Paesi trattengono più del 15% previsto dalle convenzioni con l'Italia (Svizzera 35%, Svezia 30%, Danimarca 27%, Germania 26,375%, Francia 25%). L'eccedenza si chiede in rimborso allo Stato estero, con il modulo del suo fisco e il certificato di residenza. Il report ti mostra per ogni dividendo la ritenuta applicata, l'aliquota convenzionale e l'importo recuperabile.
- Dividendi USA. Con il modulo W-8BEN la ritenuta è già al 15%: niente da recuperare all'estero.
I payment in lieu incassati (quando il broker ha prestato le tue azioni sopra lo stacco) sostituiscono un dividendo e ne seguono la categoria (art. 6 c. 2 TUIR): quadro RM al lordo. I proventi del prestito titoli sono redditi di capitale di tipo C.
Credito per la ritenuta estera contro il 26%
- Predefinito · Payment in lieu incassati in RM
- Seguono il dividendo che sostituiscono: reddito di capitale al lordo, 26%, senza compensazione con le perdite.
- Opzione · Payment in lieu incassati in RT
- Trattati come redditi diversi, assorbibili dalle minusvalenze. È la scelta di alcuni report professionali, ma non ha una base normativa esplicita.Art. 6 c. 2 TUIR (redditi sostitutivi).Posizione da valutare con un professionista.
Interessi
Gli interessi sulla liquidità sono redditi di capitale al 26%, al lordo. Gli interessi passivi non si deducono.
art. 44 c. 1 TUIR Gli interessi attivi che il broker ti riconosce sulla liquidità vanno nel quadro RM al 26%, al lordo di eventuali ritenute estere, con il codice dello Stato in cui ha sede l'entità del broker. Gli interessi passivi sul margine non si deducono da nulla: né qui, né nel quadro RT.
Il rigo RM distingue i «depositi e conti correnti bancari» (tipo G) dagli «altri redditi di capitale esteri» (tipo I). Un broker non è una banca: usiamo il tipo I e lo indichiamo; l'imposta è identica e il codice tributo è lo stesso (1242).
Se l'entità del broker trattiene un'imposta alla fonte sugli interessi (per esempio il 20% in Irlanda contro il 10% della convenzione), l'eccedenza si chiede in rimborso al fisco estero: te lo segnaliamo con l'indicazione del modulo.
Valute estere
Le valute estere sul conto sono tassabili solo se superi 51.645,69 € per almeno sette giorni lavorativi consecutivi.
art. 67 c. 1 lett. c-ter e c. 1-ter TUIR Circ. 165/E/1998 par. 2.2.3 Le plusvalenze sulle valute estere detenute su conti e depositi si tassano solo se «la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti … sia superiore a 51.645,69 € per almeno sette giorni lavorativi continui» nell'anno, valutata al cambio del 1° gennaio. Se la soglia non è superata, guadagni e perdite sulle valute non contano (nemmeno le perdite).
Il report esegue il test giorno per giorno e lo mostra, invece di limitarsi a dire «soglia non superata»:
- la giacenza si calcola sui saldi positivi per valuta (un saldo negativo è un debito, non una giacenza) al cambio del 1° gennaio;
- la soglia riguarda tutti i tuoi conti in valuta, non solo questo broker: puoi indicare i saldi tenuti altrove (altri broker, conti multivaluta, banche estere) e il test li somma;
- se la soglia è superata, ogni «prelievo» di valuta è rilevante, qualunque ne sia lo scopo, compreso l'acquisto di titoli (Risposta 204/2023); il costo si determina con il LIFO per singolo conto; il trasferimento della stessa valuta tra due conti tuoi non è un prelievo (Ris. 60/E/2024).
Le plusvalenze sulle valute, quando dovute, finiscono nel quadro RT insieme alle altre e si compensano con le minusvalenze. Le commissioni di cambio seguono la stessa sorte.
Perché conta anche quello che hai altrove
Quadro RW e IVAFE
Il conto va dichiarato ogni anno, anche in perdita. L'IVAFE è lo 0,2% del valore, in proporzione ai giorni.
DL 201/2011 art. 19 c. 18-22 Istruzioni quadro RW Nel quadro RW dichiari di avere un conto titoli all'estero e calcoli l'IVAFE (imposta sul valore dei prodotti finanziari esteri): lo 0,2% del valore, in proporzione ai giorni di possesso. Non c'è una franchigia: il quadro va compilato dal primo euro, anche se non hai venduto nulla, anche se sei in perdita.
Come compiliamo la riga
- Codice titolo di possesso 1 (proprietà); codice bene 20 (conto deposito titoli all'estero); codice Stato del Paese in cui ha sede l'entità del broker che custodisce i titoli (per Interactive Brokers Ireland: 040), non del Paese delle azioni; quota 100 (o la tua quota se il conto è cointestato); criterio 1 (valore di mercato).
- Valore iniziale e finale: il valore del conto risultante dal rendiconto del broker (titoli, anche short, più liquidità), al 1° gennaio (o alla data di apertura) e al 31 dicembre (o alla data di chiusura).
- Cambio: i cambi medi mensili del provvedimento dell'Agenzia delle Entrate (media dicembre per il 31 dicembre, mese dell'evento per le date intermedie), come chiedono le istruzioni.
- Colonna 14 con codice 4 quando compili anche RT o RM; la colonna «solo monitoraggio» resta vuota perché l'IVAFE è dovuta.
L'IVAFE non si versa se il totale è fino a 12 €. La maggiorazione dello 0,4% vale solo per prodotti custoditi in Paesi a fiscalità privilegiata: non è il caso dei broker in UE, Regno Unito o Stati Uniti.
Una riga o più righe?
Le istruzioni permettono due letture, entrambe con base legale. La differenza cambia l'IVAFE quando durante l'anno hai versato o prelevato somme importanti.
- Predefinito · Metodo a periodi
- Il rapporto si spezza in più righe a ogni versamento o prelievo rilevante; ogni riga ha il suo valore finale e i suoi giorni. L'IVAFE segue il valore effettivamente detenuto in ogni periodo: è la lettura prudente, coerente con la logica pro-rata della norma.
- Opzione · Riga unica (Circ. 12/E/2016)
- Una sola riga con il valore iniziale e finale del rapporto, «non rilevando le eventuali singole variazioni della composizione»; si apre una nuova riga solo in caso di apporto di capitale. Con prelievi nell'anno l'IVAFE è più bassa; con un grosso prelievo di fine anno può apparire aggressiva.Circolare 12/E dell'8 aprile 2016, par. 14; Circolare 38/E/2013 per il metodo analitico per singolo titolo (non offerto).Posizione da valutare con un professionista.
Il report calcola entrambi i metodi e ti mostra la differenza in euro. Nel PDF trovi anche la tabella del valore giornaliero e la giacenza media, utile per l'ISEE. Gli acconti IVAFE per l'anno successivo seguono le regole IRPEF (sezione 13).
Minusvalenze
Le perdite del quadro RT si usano nei quattro anni successivi, solo contro altre plusvalenze.
art. 68 c. 5 TUIR Se in un anno le minusvalenze superano le plusvalenze, l'eccedenza si riporta nei quattro periodi d'imposta successivi, ma solo se l'hai indicata nella dichiarazione dell'anno in cui è nata. Le minusvalenze compensano solo redditi diversi (quadro RT): mai dividendi, interessi o guadagni da ETF (quadro RM).
- Usiamo per prime le minusvalenze più vecchie, così non scadono.
- Nel quadro RT trovi le perdite residue per anno di origine (rigo RT102) e nel report un promemoria di quelle in scadenza il 31 dicembre.
- Se hai minusvalenze di anni precedenti da altre dichiarazioni, le inserisci a mano nel report: non possiamo conoscerle dal file del broker. Quelle certificate da un intermediario italiano seguono un altro rigo.
Codici tributo F24
Cosa versare, con quale codice e entro quando, per l'anno d'imposta 2025.
1100anno 2025Imposta sostitutiva sulle plusvalenze (quadro RT)
Scadenza: 30 giugno 2026, oppure 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%
1242anno 2025Imposta sostitutiva sui redditi di capitale esteri (quadro RM: dividendi, interessi, guadagni da ETF)
Scadenza: 30 giugno 2026, oppure 30 luglio 2026 con lo 0,40%
4043anno 2025IVAFE, saldo
Scadenza: 30 giugno 2026, oppure 30 luglio 2026 con lo 0,40%
Non si versa se l'IVAFE totale è fino a 12 €.
4047anno 2026IVAFE, acconto prima rata (40%)
Scadenza: 30 giugno 2026
Solo se l'acconto complessivo è almeno 257,52 €; altrimenti si versa tutto con il codice 4048.
4048anno 2026IVAFE, acconto seconda rata o rata unica (60% o 100%)
Scadenza: 30 novembre 2026
L'acconto è dovuto se l'IVAFE dell'anno precedente supera 51,65 €.
Il report riporta ogni importo con il codice, l'anno di riferimento e la scadenza, pronto per l'F24. Non esistono acconti per i codici 1100 e 1242. L'acconto IVAFE è dovuto quando l'imposta dell'anno precedente supera 51,65 €: se l'acconto complessivo è sotto 257,52 € si versa in un'unica soluzione a novembre. Il saldo si può rateizzare.
Scadenze di presentazione: Modello Redditi PF entro il 2 novembre 2026; 730 entro il 30 settembre 2026. Le date sono quelle pubblicate dall'Agenzia: controlla sempre eventuali proroghe.
Modello 730
Dal 730/2025 anche chi fa il 730 può dichiarare il conto estero: quadri W, T e M.
Istruzioni 730/2026 Il conto presso un broker estero si può dichiarare anche con il 730: il quadro W corrisponde al quadro RW (dal 730/2024), il quadro T al quadro RT e il quadro M al quadro RM (entrambi dal 730/2025). Colonne, codici e calcoli sono gli stessi: il report li fornisce già disposti nei due formati.
- Con il 730 le imposte dovute vengono trattenute o rimborsate dal sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico); con il «730 senza sostituto» si versano con l'F24 con gli stessi codici.
- Il Modello Redditi resta obbligatorio in alcuni casi (per esempio partita IVA, non residenti, alcuni crediti d'imposta esteri).
- Mai dichiarare gli stessi quadri in entrambi i modelli.
Cosa non copriamo ancora
Meglio dirlo prima: cosa il report non fa, o fa solo in parte.
Futures, opzioni su futures e CFD
In beta: i calcoli sono mostrati con un'etichetta e vanno verificati con un professionista.
Obbligazioni complesse o strutturate, certificati
Non ancora gestiti. Le obbligazioni semplici e i titoli di Stato sono trattati nella sezione al 12,5% quando riconosciuti.
Criptovalute
Non gestite: hanno quadri e regole diverse (RW con codice 21, imposta 26% sopra soglia).
Fondi non armonizzati
I guadagni sono redditi ordinari (quadro RL): li segnaliamo ma non compiliamo il quadro RL.
Più broker in un unico LIFO
Il calcolo è per singolo conto. Se hai lo stesso titolo su due broker, valuta con un professionista il LIFO unico per contribuente.
Persone giuridiche, partita IVA, non residenti
Il report è pensato per persone fisiche residenti in Italia senza attività d'impresa.
L'anteprima gratuita ti dice subito se nel tuo conto ci sono strumenti che rientrano in questi casi, prima di pagare.
Limiti e disclaimer
Fiscal Broker è uno strumento software che elabora i dati forniti dall'utente e produce un riepilogo a supporto della compilazione della dichiarazione dei redditi. Non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria e non sostituisce il parere di un professionista abilitato. I risultati dipendono dalla completezza e correttezza dei file caricati. La compilazione, la presentazione della dichiarazione e il versamento delle imposte restano responsabilità dell'utente. Si consiglia di far verificare i dati da un commercialista prima dell'invio.
Fiscal Broker non è affiliato a Interactive Brokers né all'Agenzia delle Entrate. I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari.
Le regole descritte qui si riferiscono all'anno d'imposta 2025 (Modello Redditi PF 2026 e 730/2026) per persone fisiche residenti in Italia senza attività d'impresa. Aggiorniamo questa pagina quando cambiano le istruzioni o la prassi; la data in alto indica l'ultima revisione. Se qualcosa non ti torna, scrivici: correggiamo e ricalcoli gratis, e se non sei soddisfatto vale la garanzia di rimborso entro 14 giorni.
Glossario
I termini che usiamo, spiegati in una riga.
- Regime dichiarativo
- Il broker non trattiene le imposte italiane al posto tuo: sei tu a calcolarle e a dichiararle ogni anno. È il caso di Interactive Brokers e di quasi tutti i broker esteri.
- Regime amministrato
- Il contrario: l'intermediario italiano calcola e versa le imposte per te. Non devi compilare RT, RM e RW per quel conto.
- Plusvalenza / minusvalenza
- Il guadagno o la perdita realizzati quando vendi un titolo: prezzo di vendita meno costo d'acquisto, entrambi in euro.
- Redditi diversi
- La categoria fiscale delle plusvalenze e minusvalenze su azioni, ETC, opzioni, valute. Vanno nel quadro RT e si possono compensare tra loro.
- Redditi di capitale
- Dividendi, interessi e guadagni da ETF armonizzati. Vanno nel quadro RM, si tassano sul lordo e non si compensano con le perdite.
- LIFO
- «Last in, first out»: quando vendi, si considerano venduti per primi i titoli comprati più di recente. È il metodo richiesto in regime dichiarativo.
- Lotto
- Un acquisto (o una vendita allo scoperto) con la sua data, quantità, prezzo e cambio. Ogni vendita «consuma» uno o più lotti.
- Cambio BCE
- Il tasso di riferimento pubblicato ogni giorno lavorativo dalla Banca Centrale Europea. È il cambio da usare per convertire in euro.
- Quadro RT
- Dove dichiari plusvalenze e minusvalenze e calcoli l'imposta del 26%.
- Quadro RM
- Dove dichiari dividendi, interessi e guadagni da ETF armonizzati incassati senza intermediario italiano.
- Quadro RW
- Dove dichiari di avere un conto all'estero e calcoli l'IVAFE. Va compilato anche se sei in perdita o non hai venduto nulla.
- IVAFE
- Imposta sul valore dei prodotti finanziari detenuti all'estero: lo 0,2% del valore del conto, in proporzione ai giorni di possesso.
- ETF armonizzato
- Un fondo conforme alle regole europee (UCITS), di solito domiciliato in Irlanda o Lussemburgo. I suoi guadagni sono redditi di capitale.
- White list
- L'elenco dei Paesi che scambiano informazioni con l'Italia. Sugli interessi e sui guadagni dei loro titoli di Stato l'imposta è ridotta al 12,5%: tecnicamente si tassa il 48,08% dell'importo al 26%.
- Ritenuta alla fonte
- L'imposta che lo Stato estero trattiene sul dividendo prima di pagartelo (per esempio il 15% negli Stati Uniti). Non riduce l'imposta italiana.
- Codice tributo
- Il codice da scrivere nel modello F24 per dire quale imposta stai pagando (per esempio 1100 per l'imposta sulle plusvalenze).
- Ravvedimento operoso
- La procedura per dichiarare in ritardo pagando una sanzione ridotta. Prima lo fai, meno costa.
- Lordo / netto frontiera
- Il dividendo estero si dichiara al lordo, cioè prima della ritenuta estera. Il «netto frontiera» vale solo quando incassa un intermediario italiano.
Fonti
I testi ufficiali da cui partiamo. Link a fonti pubbliche, in italiano.
- TUIR (DPR 917/1986): art. 6, 9, 18, 44, 45, 67, 68(si apre in una nuova scheda)
- Istruzioni Modello Redditi PF 2026, fascicolo 2 (quadri RT, RM, RW)(si apre in una nuova scheda)
- Istruzioni Modello 730/2026 (quadri T, M, W)(si apre in una nuova scheda)
- Circolare 165/E del 24 giugno 1998 (redditi diversi di natura finanziaria)(si apre in una nuova scheda)
- Circolare 33/E del 15 luglio 2011 (tassazione degli OICR)(si apre in una nuova scheda)
- Circolare 38/E del 23 dicembre 2013 (quadro RW)(si apre in una nuova scheda)
- Circolare 12/E dell'8 aprile 2016, par. 14 (RW: valore iniziale e finale del rapporto)(si apre in una nuova scheda)
- Risposta n. 204/2023 (valute estere: prelievi e LIFO per conto)(si apre in una nuova scheda)
- Risoluzione 60/E del 9 dicembre 2024 (giroconti tra conti propri)(si apre in una nuova scheda)
- DL 201/2011, art. 19 commi 18-22 (IVAFE)(si apre in una nuova scheda)
- Tassi di cambio di riferimento della BCE(si apre in una nuova scheda)
Vedi queste regole applicate al tuo conto.
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